Matteo Basiléartista, fotografo
«Vivo sul confine tra sogno e realtà, trasformando visioni interiori in immagini che rivelano l’invisibile.»
Matteo Basilé (Roma, 1974) vive e lavora a Roma. Dalla metà degli anni Novanta è tra i primi in Europa a fondere arte e tecnologia, costruendo un linguaggio visivo che attraversa discipline, epoche e culture.
La sua pratica procede per capitoli, vere visioni in sequenza che interrogano l’identità e l’esistenza in un’epoca di trasformazione continua. Al centro c’è l’ibridazione: tra corpo e paesaggio, umano e artificiale, realtà e immaginazione. Nei suoi ritratti la bellezza si carica di ambiguità e il soggetto diventa una soglia tra visibile e invisibile.
Quattro anni nel Sud-est asiatico hanno segnato il suo sguardo, acuendo la tensione tra Oriente e Occidente, sacro e profano. Achille Bonito Oliva lo ha descritto come autore di un manierismo tecnologico intriso di surrealismo pittorico.
Negli ultimi anni il lavoro si è esteso all’intelligenza artificiale, alla realtà aumentata e ai linguaggi phygital: la tecnologia non come strumento, ma come materia sensibile, estensione del pensiero.
- 2006–2010 Quel che resta della Transavanguardia, The Saints Are Coming, Wonderland, Thisoriented, Thishumanity
- 2012–2019 Landing, Unseen, Pietra Santa, Viaggio al centro della Terra, Stardust, Memento
- 2021–2025 Mnemosyne, Hybrida, Floramagnifica, Intermundia, Lumen et Ombra, Rerum Novarum