Lumen et Ombra2025
La luce è il ritratto. L’ombra, il suo destino nascosto.
Volti ascetici e nobiliari che esistono in due dimensioni: l’opera fisica e la sua metamorfosi segreta, visibile solo attraverso la tecnologia. Il tempo non li fissa, li trasforma.
In mostra
Nel tempo che consuma e dissolve, la bellezza esteriore sfiorisce, ma l’essenza di un volto persiste. Lumen et Ombra è un’indagine di Matteo Basilé sulla permanenza dell’essere oltre la caducità della materia, un progetto che arresta il decadimento per rivelare la forza intatta del carattere. Non si tratta di semplici immagini, ma di un processo che fonde fotografia, intelligenza artificiale e programmazione, dando vita a un nuovo paradigma del ritratto.
Il titolo Lumen et Ombra non è soltanto un riferimento alla tecnica pittorica, ma un concetto che abbraccia l'intera natura dell'opera. Lumen rappresenta la parte visibile, il ritratto fisico, la forma tangibile attraverso cui l’identità si manifesta. Ombra, invece, è il suo destino nascosto, la dimensione segreta che si rivela solo attraverso la tecnologia. Inquadrando l’opera con un’App dedicata, lo spettatore può accedere a una metamorfosi invisibile, scoprendo un mondo sospeso tra realtà e immaginazione.
Ogni ritratto prende origine da un ‘seme’ visivo, sviluppato attraverso un rigoroso processo di addestramento realizzato da Matteo Basilé: partendo da una serie di ritratti reali, è stata generata una genealogia infinita di figure femminili, ascetiche e nobiliari, immerse in un tempo sospeso. Il risultato è un’umanità impossibile, che fonde la ritrattistica fiamminga e spagnola con una nuova forma di esistenza digitale.
Come scriveva John Berger in Ways of Seeing, "ogni ritratto è una negoziazione con il tempo"—non è mai solo una rappresentazione, ma un atto di resistenza. Rosalind Krauss suggerisce che “la fissità del soggetto è un’illusione: dietro ogni posa si nasconde una trasformazione in atto”. Qui, il mezzo digitale non si limita a catturare un’immagine, ma la reinventa, la sintetizza e la proietta in una dimensione dove il tempo non ha più una traiettoria lineare.
L'opera non è mai statica né definitiva. Il concetto di phygital, su cui Matteo Basilé lavora da anni, permette di mutare la ‘sceneggiatura’ dell’immagine, trasformando il destino del soggetto raffigurato senza che il possessore ne sia consapevole. Lumen et Ombra ridefinisce così la natura del ritratto, rendendolo un’entità viva e mutevole, in costante dialogo con il tempo e con chi lo osserva.
Come nelle tele di Velázquez, Rembrandt o Antonello da Messina, lo sguardo non è soltanto una finestra sull’identità, ma un varco verso una narrazione inesauribile. I ritratti di Matteo Basilé non sono esercizi di fissità, ma di eternità mutevole. Sono volti che resistono, si trasformano e continuano a vivere, ben oltre la loro immagine.
Rerum Novarum
2025
Un rito di passaggio tra materia, corpo e codice.
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