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News from Matteo Basilé

LANDING - Galleria Guidi & Schoen - Genoa

C’è chi sogna di dominare il mondo e chi dedica tutta la vita alla creazione di una spada. E se c’è un sogno a cui sacrificare tutti se stessi, c’è anche un sogno simile a una tempesta che spazza via migliaia di altri sogni. Non c’entra la classe, né lo status, e neppure l’età. Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni. Il sogno ci dà forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci uccide. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore… fino alla morte. Se si nasce uomini, si dovrebbe desiderare una simile vita. Una vita da martiri spesa in nome di un dio chiamato “sogno”. (Kentaro Miura)

 

Sono da sempre un viaggiatore che attraversa geografie umane e terrestri per raccontare storie di luoghi e di persone in ogni parte del mondo. Attraverso il mio lavoro ho nel tempo dato vita alle mie visioni, riportando il mio immaginario in luoghi reali.

Oggi, con LANDING, il tentativo è invece quello di ricostruire i sogni altrui; non più una regia che inscena una mia visione, ma il racconto e al contempo il ritratto di sognatori viaggiatori, di quel momento di sospensione e stallo, l’ultimo paesaggio prima del loro “atterraggio”. Come un passeggero che guarda fuori dal finestrino, i landscapes scorrono davanti a me durante quel galleggiamento tra la terra e il cielo, tra un emisfero e l’altro; la fase REM, dove in qualsiasi istante una brusca frenata porrà fine al viaggio.

Un sogno dentro il sogno dove, seguendo coordinate date da altri, riesco a raggiungere quei luoghi sognati e ad immortalarli come in un ultimo photo finish prima del risveglio. Non l’intero sogno, ma l’ultima porzione di esso, per poi restituirla al suo autore in un estremo gesto di sfida nei confronti del reale.

Per la prima volta viaggio in territori a me sconosciuti, rimanendo fisicamente nella mia terra d’origine, anche se a bordo di uno dei mezzi di trasporto tecnologicamente più evoluti e veloci: la mente umana. Sono testimone di confessioni intime, che risvegliano in me la responsabilità di archiviare e conservare questi diari di viaggio per una memoria futura.

 

 

Always a traveler, crossing human and land geographies to tell the stories of places and people all around the world, through his work Matteo Basilé has in time given life to his visions, carrying his imaginary to real places.

Today, with LANDING, his attempt is to build someone else’s dream, that suspended stall moment, the last landscape prior to landing. A dream within the dream through which Basilé, following others’ directions, reaches those dreamed of places and captures them like in a last photo finish before awakening. Not the entire dream, but only the last portion of it, in order to return it to its author in an extreme challenge of the real world.

Not only directing the movie of his vision, yet now telling the story – and at the time, making the portrait – of eleven dreaming travelers portrayed twice, first as protagonists of the real world and then as creators of the oneiric.

Like a passenger looking out the window – this justifies the choice of the round-shaped works – the artist sees the landscapes of his subjects run before him during that time floating between sky and earth, between one hemisphere and the other; the REM phase, when at any time a sudden brake could end the journey.

The artist travels across unknown territories for the first time, and while physically remaining in his homeland he is on board of one of the fastest and technologically more evolved means: human mind.

He witnesses intimate confessions that awaken in him the responsibility to archive and preserve these logbooks for future reference.